Viaggio in Tunisia, paese tanto vicino quanto sorprendente
viaggio in tunisia deserto africa mediterraneo

La Tunisia, così vicina e così sorprendente

Sono tornata da pochissimi giorni. Un viaggio sempre “saltato”, nel senso che non avevo mai considerato di andarci, ma posso affermare che invece mi ha stupita: la Tunisia, così vicina e così sorprendente.

Vicina perché con un’ora di volo ci sei. Sorprendente perché ci ho trovato un po’ di Marocco (le oasi di montagna di Tamerza, molto simili alle valle del Dra), un po’ di Argentina (il lago salato Chott el Djerid è un piccolo assaggio del più grande lago salato di Salta), un po’ di Mediterraneo, un po’ di Libia ovviamente, il Sahara è alle porte.

Il tour organizzato, purtroppo di soli cinque giorni, è diventato praticamente privato. Infatti, eravamo solo in due. È stato fantastico avere un fuori strada con guida e autista solo per noi. In totale abbiamo percorso 1400 km.

Arrivati ad Hammamet abbiamo fatto una tranquilla passeggiata per i viali e per la nuova medina, piena di negozietti, resistendo alle innumerevoli chiamate dei negozianti che offrivano le loro mercanzie quali pellame, saponette, collane, imitazioni di marche famose per borse e profumi, spezie, manine portafortuna… non abbiamo potuto non comprare qualcosa cercando di lasciarci la possibilità di altri acquisti.

Bene, ma l’emozione più grande sarà stata nel tour di alcuni giorni dopo. Ritornare nel deserto per me era un desiderio che avevo da tanto e, anche se solo per una breve sosta, almeno ho potuto rimettere il piede tra i granelli di quella sabbia dorata di cui è fatto il Sahara.

E così la mattina dopo alle 5 e 30 eravamo in piedi ed operativi per iniziare il tour del sud. Tunisia terra di dominazioni romane ovviamente e quindi troviamo il bellissimo anfiteatro di El Jem. La luce luminosa e dorata del primo mattino ci ha salutato come i primissimi turisti, cosa che non ci è per niente dispiaciuta.

viaggio in tunisia

Il tour è proseguito per i villaggi berberi, dove la popolazione ha scavato case nell’arenaria anche a 7 metri di profondità. Queste abitazioni sono sorprendenti perché in pratica si crea un cortile scavato nel terreno e all’interno di questo cortile vengono ricavate poi le varie stanze che hanno la particolarità di mantenere costante la temperatura, caldo in inverno e fresco in estate. La cosa che un po’ mi rattrista, come in altre zone dell’africa in questi villaggi poveri, è che chi abita lì viene posto come oggetto di turismo.

Un pranzo in un ristorante creato su una vecchia dimora berbera ci stupisce con il classico cous cous e con il brik, una specie di grosso raviolone fritto con all’interno un impasto di verdure e patate, veramente sfiziosissimo.

Da Matmata riprendiamo il viaggio verso Douz, la porta del deserto. Eccoci finalmente, lì davanti a noi, il tramonto che arriva e restiamo ad assorbirlo negli occhi finché sparisce e il freddo si fa pungente. Un albergo ci aspetta con le sue calde stanze, una cenetta tunisina e uno spettacolo di musica e balli locali chiudono la nostra serata.

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Il giorno dopo ci avventuriamo verso Tozeur attraversando prima il Chott el jerid, il famoso lago salato, che forse un po’ mi ha delusa.

Tozeur , Tozeur… Qualcuno in passato ha cantato: “passano ancora lenti i treni per Tozeur” (cit…Franco Battiato). Beh i treni in Tunisia quasi non ci sono, non vengono usati, ne abbiamo visti passare solo 2. La nostra guida, un tunisino simpatico che conosce ben 6 lingue (mi sono sentita molto ignorante in confronto), ci ha raccontato molte cose, su usi e costumi, sulle case lasciate costruite a metà per non pagare le tasse – visto che per i primi due anni di costruzione di una casa le tasse non si pagano – sulle bestie uccise e appese davanti alle macellerie dove se ti fermi puoi chiedere di arrostirti in diretta un pezzo di carne….

Tozeur ha una bella medina costruita in mattoncini e vanta inoltre un vasto parco ecologico che consente di scoprire l’universo dei datteri. Non sapevo che esistessero la palma maschio e la palma femmina che è poi l’unica a produrre i datteri dopo “inseminazione” artificiale da una palma maschio. Di palme maschio ce ne sono pochissime e devono fecondare tutte le palme femmina… poveri maschi!

Ci avviamo quindi in visita alle oasi di montagna di Chebika e Tamerza. Qui devo dire che la natura ha dato veramente il meglio di sé. Spettacolare l’oasi, l’insieme di terra rossa rocciosa, delle numerose palme e l’acqua creano una particolare atmosfera.

Partiamo da Tozeur per raggiungere il giorno dopo la città santa, Kairouan, la quarta per importanza nel mondo islamico. È impossibile visitare la moschea perché aperta solo per i musulmani. Visitiamo però la medina, la meno turistica, grazie alla presenza della nostra guida Nabil. Le stradine azzurre e bianche sanno un po’ di grecia, ma è ovviamente mediterraneo, rappresenta l’azzurro del cielo e del mare.

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Infine, rientriamo ad Hammamet da dove il giorno dopo ripartiamo per l’italia. Una cosa ci è dispiaciuta, non visitare Tunisi che mi hanno detto essere molto bella, soprattutto la sua medina.

Bene, vorrà dire che visto che è così vicina, varrà la pena dedicarci un prossimo week end mirato. Buon anno !!!

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nuccia

Nuccia, da sempre appassionata di fotografia da quando le cartoline mi riflettevano le scie luminose lasciate dalle macchine di notte e io volevo sapere come si faceva. Ho sempre fotografato, ma per me stessa. Soprattutto fotografie di viaggi, che amo moltissimo, e quindi reportage a colori o b/n. Mi appassiona bloccare la vita in altre dimensioni, luoghi, nel momento in cui il mio occhio percepisce un alito di anima diversa dalla mia.

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nucciaAntonino Arcudi Recent comment authors
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Antonino Arcudi
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Antonino Arcudi

Ciao,
bellissimo articolo! mi ha ricordato dei mesi trascorsi in Tunisia. Un paese che nasconde molto più di quel che sembra.

PS: Alla moschea di Kairouan sono riuscito ad entrare ( non sono musulmano, ma parlo arabo), davvero bellissima!

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