Vacanze bianche di fine anno: tutti i consigli e le info utili
Rifugio montagna innevata

Vacanze bianche di fine anno: consigli e info utili

Di solito quando ho un po’ di tempo libero, la voglia e la possibilità di avere buona compagnia o ricevo proposte di amici per trascorrere il capodanno in montagna, non mi tiro indietro e pianifico un paio di giorni sulla neve, organizzando la serata di fronte al camino e una bella tavolata per cena.

Anche quest’anno organizzerò un weekend in montagna con un gruppo di amici e avrò il piacere di accompagnarli per una passeggiata in quota e così colgo l’occasione per segnalare e fornire informazioni e consigli su come gestire, pianificare e organizzare un possibile weekend bianco in

Quello che faccio di solito per organizzare un capodanno in montagna, è vedere i percorsi vicino alla zona di pernottamento, consultando mappe su internet, ad esempio su open street map, o cartacee.

Secondo passo è capire chi desidera partecipare all’escursione, quanti sono e che tipo di allenamento hanno. Inoltre, decidere se si vuole dormire in rifugio (con tutte le comodità) o in bivacco (più spartano, ma più avventuroso).

Per fare un esempio sulle nostre montagne giù in Sicilia, c’è la possibilità di scegliere tra i rifugi del CAI (tipo Sapienza e Citelli sull’Etna) o i semplici bivacchi lungo tanti sentieri, che sono i migliori. Se scegliete zone turistiche molto famose e frequentate, è buono chiamare le strutture e informarsi sulle disponibilità.

Altro fattore da considerare è il tempo meteorologico, per cui è bene osservare e monitorare le previsioni meteo. L’abbigliamento è un altro punto fondamentale, ma a questo proposito vi rimando al mio articolo apposito.

Infine, la lunghezza/difficoltà del percorso: considerando che le giornate sono corte e che fa buio presto, si dovrebbe scegliere un percorso facile che ti permetta di rientrare in tempo e possibilmente con la luce (sopratutto se c’è la neve che maggiora la pericolosità del percorso).

Ora analizziamo più da vicino la casistica delle strutture con i possibili scenari.

Dormire in bivacco

Nel caso di avventura in bivacco si pensa a preparare i bagagli con tutto ciò che può servire per divertirsi (spumante, carne, giochi ecc) anche se bisogna sempre partire leggeri, ma in questo caso è un po’ diverso e ci si divide il peso. Ipotizziamo il programma di due giorni:

  • GIORNO 1: arrivando in un classico bivacco tipico delle nostre montagne, immersi nel silenzio si trova sempre una legnaia. Speriamo di trovare legna asciutta da mettere in camino. Io preferisco i bivacchi più piccoli e concentrati dove il calore si disperde meno e la stanza si riscalda bene e più velocemente. Di solito la forestale mette a disposizione degli escursionisti una sufficiente quantità di legna da ardere, ma capita spesso nelle aree vicine di trovare pini, tronchi spaccati e pigne, utili per accendere e mantenere il fuoco. Dopo aver sistemato materassino e sacco a pelo, io proporrei una bella passeggiatina in zona prima di accendere il fuoco e preparare la cena
  • GIORNO 2: passata la notte, dopo la colazione si spegne il fuoco e si riparte. Se il tempo lo permette si può fare un’escursione in zona o lungo la via del ritorno. Di solito io propongo “mezza escursione” con panino a pranzo in modo tale da concludere nel primo pomeriggio, e non stancare troppo il gruppo. Ricordate di lasciare sempre tutto ordinato e pulito in bivacco, spegnete il fuoco e lasciate un po’ di legna per i futuri escursionisti.

bivacchi sull'etnaDormire in rifugio 

Mentre nel bivacco l’atmosfera è bellissima, più rurale e avventurosa, in rifugio la situazione è comoda. Io personalmente sono un sostenitore dei capodanni spartani in bivacco ma vi descriverò l’alternativa partendo dalle mie esperienze sull’Etna.

In questo caso bisogna chiamare la struttura per informarsi su prezzi e disponibilità perché nel periodo a cavallo tra natale e capodanno è quasi sempre tutto occupato. Sicuramente è meglio prenotare con un certo anticipo.

L’area del rifugio Sapienza a Catania è ben attrezzata, ci sono bar, ristornati, negozi di souvenir, bazar; si possono prenotare escursioni al cratere, in MTB, bus/trenino turistico…insomma le attività non mancano! Quello che ipotizzo per due giorni di permanenza è:

  • GIORNO 1: una visita nel centro storico di Catania in mattinata e nel pomeriggio trasferimento al rifugio Sapienza (Etna Sud). Dopo essersi sistemati, si può fare una passeggiata tra i locali e i negozi di souvenir, oppure un’escursione facile nell’antistante zona ricca di sentieri e crateri da visitare, così da rientrare per preparare il cenone classico in rifugio e festeggiare.

GIORNO 2: si può prendere la funivia e arrivare a quota 2500 m (in 15 minuti circa), oppure a piedi in circa un’ora e mezza. Da lì si può proseguire fino a quota 2900 m e fare un bel giro dei crateri, oppure visitare il piano a quota 2700 m, il belvedere sulla Valle del Bove o ancora la recente colata di marzo 2017. Dopo pranzo prendendo uno dei canaloni sabbiosi, tornare giù in un’oretta al rifugio Sapienza, recuperare le valigie  e tornare giù a Catania.Rifugio sapienza EtnaSpero che questa piccola guida possa tornarvi utile. Ho preso come riferimento il contesto etneo perché è quello che più in questi anni mi ha visto coinvolto.

Non mi resta che augurare a tutti i lettori un sereno anno nuovo!

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peppino94

Sono un geologo appassionato di viaggi intorno al mondo, soprattutto per le aree vulcaniche attive come Azzorre, Islanda, Eolie ed Etna. Organizzo e curo escursioni e trekking con amici e vari gruppi anche con il CAI. Mi piace spiegare la geologia attraverso le foto e i racconti. Faccio parte di diverse associazioni inerenti la vulcanologia e pratico diverse attività outdoor e coinvolgo vari gruppi.

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