Alla scoperta degli USA on the road: il sogno americano
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Usa On The Road – Il Mio Sogno Americano

Si ritorna. E non so ancora come metabolizzare questo viaggio pazzesco e riprendere la vita di tutti i giorni.

È stato un viaggio bellissimo, in cui abbiamo macinato migliaia di chilometri tutti d’un fiato e toccato quattro dei grandi Stati Uniti del Sud: California, Nevada, Arizona, Utah.

È l’America on the road che ho sempre sognato.

Cosa non perdere negli Stati Uniti del Sud

San Francisco unica, con le sue strade dalle pendenze impossibili; le case vittoriane e i grattacieli del Financial District che si intersecano con i templi variopinti di Chinatown; il coloratissimo Fishermans Warf, animato dai chiassosi e puzzolenti leoni marini; il raffinato e anticonformista quartiere di Castro.

E a scorrazzarci su e giù per le colline: il vecchio cable, il tram di legno a cui ci attaccavamo sul predellino sentendoci un po’ come Michael Douglas.

Il lungomare e il molo colorato di Santa Monica; le spiagge immense dei surfisti con le torrette dei lifeguards.

Venice Beach, la patria kitch dei Doors e della beat generation di Kerouac, di giovani rampanti e palestrati, ma anche di hippies, di folli, di barboni e diseredati dal sogno americano.

Los Angeles, metropoli sterminata bruciata dal sole. Hollywood, metafora di vita con i suoi viali della fama e del tramonto che corrono paralleli, che spaccia ogni giorno sogni di vinile e celluloide.

Le coste selvagge a strapiombo del Big Sur e le foreste immense. Il deserto e la follia irripetibile di Las Vegas, la città dell’eccesso che non dorme mai, coi suoi hotel-casinò grandi e fastosi come una città da mille e una notte, in cui perdi l’orientamento e a volte anche la ragione.

I grandi parchi sono un inno alla maestosità e alla bellezza della natura.

L’Antelope Canyon, con le sue colonne di roccia rosso fuoco e le linee geometriche impossibili, sembra un’invenzione partorita dal pennello di Salvador Dalì e ti da la sensazione di essere sbarcato su Marte.

L’Horseshoe bend, una pietra incastonata nell’anello di smeraldo del Colorado river, mozza letteralmente il fiato. Le cattedrali di pinnacoli dai colori cangianti del Bryce Canyon. Gli enormi monoliti rosso fuoco della Monument Valley, tempio sacro e suggestivo della tribù Navajo, scolpiti dal tempo in mille forme diverse.

Sua Maestà: il Grand Canyon, nel cui orrizzonte infinito – parafrasando Leopardi – è dolce naufragare.

Ma soprattutto: le persone. I ricchi di Beverly Hills e Lombard Street, i pazzi, i disperati, i neri, cinesi, coreani, sudamericani, wasp, italoamericani, irlandesi, navajos; tanto diversi, ma tutti in qualche modo ineluttabilmente legati e fieri di vivere sotto lo stesso cielo e la stessa bandiera.

Non è stato un viaggio qualsiasi.  È stato: il Viaggio, il mio Viaggio.

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Il sogno americano continua ad affascinare i viaggiatori di ogni età. Grattacieli protesi verso cieli sconfinati, parchi naturali mozzafiato e una natura sublime. Dalle luccicanti metropoli ai paesaggi desertici impossibile dire di no a un viaggio negli USA. 50 stati per infinite esperienze.

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Giovanni Nastasi

Lavoro in aeroporto, a Malpensa, come assistente passeggeri. E' la base ideale per i miei sogni, che poi trasformo in realtà: i viaggi. Sono soprattutto un viaggiatore - quindi un cacciatore di sogni -, affamato di esperienze di tutte le diversità del mondo.

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