TREVI: chi bussa alla porta?

Dopo la pandemia di COVID si è ripreso a viaggiare con le dovute precauzioni: distanziamento, mascherine, etc. Anche i viaggi di gruppo di una volta lentamente stanno riprendendo. Noi, fedeli ai nostri principi, abbiamo ripreso con quattro persone al massimo; questa volta ci siamo dedicati un intero pomeriggio a questo bellissimo borgo umbro che si chiama TREVI.

La strada che porta a questo borgo situato su una collina dalla curiosa forma di chiocciola, attraversa la campagna umbra con i filari di cipressi che fanno da cornice ad un panorama bellissimo, che riporta calma e serenità d’animo.

L’origine di questo borgo è molto antica, prima dei romani vi erano gli umbri, popolazioni locali, dedite alla pastorizia ed alla coltivazione della terra.

Appena giunti sul piazzale antistante l’accesso alla cittadina, dotato di ampio parcheggio e parcheggiata l’auto ci siamo avventurati in questo borgo medievale.

Il primo edificio storico che si incontra è il teatro, luogo molto frequentato dalla popolazione locale, difatti per la serata era programmata una riunione di tesseramento con relativo spettacolo !!!

Subito dopo la porta di accesso alla cittadina ci ritroviamo in piazza Mazzini, con il torrione su di un lato. Anche questo è un luogo frequentatissimo dai locali, qui si svolge il mercatino domenicale, vi sono diversi bar presso cui si intrattengono o si danno appuntamento le persone.

La calma ed il silenzio che si percepiscono in questo luogo ci fa comprendere che i ritmi di vita scorrono can calma e serenità. Questo borgo inserito lungo il percorso francigeno è meta di tantissimi escursionisti/pellegrini. Al bar siamo stati incuriositi dal timbro che il gestore apponeva su un libretto mostrato dai pellegrini. Questi per certificare il loro passaggio fanno timbrare la Credenziale, o “passaporto del pellegrino”, presso uffici turistici, parrocchie, strutture ricettive e di ristoro. Questo “passaporto francigeno” consente di avere agevolazioni dalle strutture di accoglienza lungo l’itinerario, quali bar, ristoranti, ostelli, etc.

Per chi percorre gli ultimi 100 km a piedi o 200 km in bicicletta, la Credenziale consente di ricevere il Testimonium, la certificazione dell’avvenuto pellegrinaggio.

Ma torniamo alla nostra visita del borgo, con le sue stradine strette con diversi saliscendi (ricordate che avevamo detto all’inizio della forma a chiocciola della struttura). La cosa che ci ha sorpreso è la predominanza del colore rosa su diversi edifici, è il colore più utilizzato per dipingere le facciate.

La chiesa di San Francesco merita una visita, ed osservare il crocifisso riprodotto su tavola giottesco è stata un’emozione unica che ci ha ripagato del viaggio.

Abbiamo notato che dopo l’ultimo terremoto ed a causa delle migrazioni di giovani tutto il centro storico risultava in perfetto stato conservativo ma era totalmente disabitato. Camminare per queste stradine e non sentire nessun rumore provenire dall’interno dei fabbricati è una sensazione che mette a disagio.

Tutti i portoncini di accesso alle strutture sono dotati di batacchi che una volta venivano utilizzati per segnalare a chi si trovava all’interno dell’edificio che vi era qualcuno alla porta di accesso del fabbricato. In pratica erano i campanelli/citofoni odierni. Attratti da questo oggetto ci siamo divertiti a fotografarli, ed abbiamo scoperto che ve ne sono di diversa forma e dimensione. Essi sono posti come sentinelle all’ingresso per vigilare chi entra, ed infatti la nascita di questi oggetti aveva anche lo scopo di protezione dai malefici e dalle cattiverie.

Si trovano teste di leone, serpenti (dall’antico Egitto), mani, teste di cavallo. Questi batacchi facevano anche da rappresentante degli abitanti del palazzo: più elaborati e ricchi di particolari, più la famiglia era benestante. E’ stata una scoperta incredibile, in questo borgo abbiamo individuato oltre duecento batacchi di forme e dimensioni diversi tra di loro. Abbiamo raccolto in un’unica foto quelli che a nostro parere sono più significativi. Quante scoperte si fanno in questi antichi borghi.

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Pellegrino Villani

Pilgrim è l'equivalente inglese di Pellegrino: possiamo ritenerci un po’ tutti pellegrini, ovvero persone in cammino, che vivono la propria vita come una continua scoperta. Infatti vivere è scoprire le bellezze del quotidiano, anche quelle più ovvie e quindi più nascoste nelle pieghe delle nostre giornate ordinarie.

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