Tesori d’Apulia, un percorso tra paesi, cultura e taralli

Inizia ad Alberobello l’On the road in Puglia: terra dai mille tesori e bontà.

Alberobello è un paesino da fiaba: trulli, vicoletti, fiori. Passeggi e ti perdi nella magia, sei come trasportata da un incantesimo. Per citare Guido Piovene:

“I trulli [..] fanno parte dell’orientalismo pugliese e il senso dell’età si perde.”

Ogni trullo poi ha la sua essenza, la sua storia, si possono visitare e si può salire sulla cupola per ammirare questa vastità di tetti particolari dall’alto. C’è il Grande Trullo, il piccolo, quello con raffigurato il cuore, il sole, ognuno fa da sè. A noi è bastata qualche ora per vedere questo paesino e innamorarcene perdutamente. Saremmo rimasti di più ma le lancette corrono ed il resto della Puglia ci aspetta.

Così giù per il Fasano tra i mille alberi d’ulivo arriviamo a Brindisi, città che ci ha ospitato rendendoci possibile i mille spostamenti essendo ben localizzata. Abbiamo soggiornato presso l’“Agrumeto degli Angeli”, un ottimo appartamento, sia per la posizione sia per la sua completezza. In utlimo e non per importanza: il proprietario, simpaticissimo!

Svegliati dal canto degli uccellini, la mattinata comincia presto, direzione: Riserva Naturale di Torre Guaceto. Munitevi di pazienza e ombrelloni, il flusso di gente è impressionante ma ne varrà la pena, solo per i colori dell’acqua. Vi faranno parcheggiare la macchina in una zona linotrofa alla riserva, nel prezzo del biglietto è incluso il trenino che vi porterà tra le dune dopodichè spetterà a voi incamminarvi per cercare il posto migliore dove posizionarvi. Nel rispetto della natura dovrete avere delle accortezze, è luogo di nidificazione di alcune specie animali e per i più avventurosi ci sono tanti percorsi guidati da fare. Inoltre è possibile visitare la casa delle tartarughe marine, dove vengono salvate e curate per poi essere rimesse in mare. 

Il terzo giorno è dedicato alla scoperta di Ostuni, la città bianca. Ostuni è l’esempio che la semplicità è di una bellezza disarmante: il candore del suo bianco, le sue porte colorate, i suoi bouganville che si arrampicano sui muri, i fichi d’india. Quando arriva il tramonto questa città dalle mille sfumature di bianco diventa rossa, quasi si emoziona. Viene invasa dai mille raggi del sole che la illuminano, le danno sfumature diverse e tu rimani lì incantata tra le sue mura ed il calar della sera. Alla sera la città si riempie e si prepara a festa, tra i vicoli iniziano le varie tarantelle, musica di ogni genere, i puof colorati per ogni scalino stanno ad indicare che lì c’è un bar. Mille locali, mille sapori e le lucine bianche tra le viuzze che si accendono come se fosse periodo natalizio ma è agosto, è estate e si festeggia l’inizio di una nuova era. 

Lu sule, lu mare, lu ientu: eh si è l’estate in Salento e la sua bellezza è proprio il mare. La prova costume in Puglia non esiste, si va di taralli, di burrata e chi più ne ha più ne metta. Per ogni spiaggia che toccavamo era un pacchetto di taralli consumato. Un giorno Torre Santa Sabina ed un altro il Parco Regionale delle Dune Costiere. Impossibile non stare ore in quell’acqua limpida. Ma la Puglia non è solo mare e quindi direzione: Lecce

Lecce conserva una qualità signorile, quasi di salotto distinto dai servizi del circondario.

Su Lecce gira voce somigli a tante città italiane, c’è chi dice sia la “Firenze del Sud”, chi la paragona ad Ortigia, beh secondo un mio modesto parere, Lecce ha la sua personalità, sicuramente il suo stile tocca diverse culture ma non per questo può essere confuso. Andare per credere: è un museo a cielo aperto

Ultima tappa del nostro itinerario è stata Polignano a Mare. Un’incantevole sorpresa: un borgo che racchiude la Puglia in miniatura. Un borgo a picco sul mare, ovunque tu ti affacci avrai nella testa la canzone di Modugno:

“Ma guarda intorno a te che doni ti hanno fatto: ti hanno inventato il mare eh! Tu dici non ho niente, ti sembra niente il sole, la vita, l’amore.”

Proprio così: arrivi lì, ti affacci, respiri e senti la vitalità che ti invade. Scendi le scale e ti ritrovi a Lama Monachile, una delle calette più conosciute, ed è per questo che vi dico tenete in mente il detto “Chi tardi arriva, male alloggia”.

Una delle calette più affollate e più belle di tutta Polignano. Un bagno lì lo si deve fare per forza, per ammirare da un’altra prospettiva questa cittadina e subito dopo una passeggiata tra i vicoli, pieni di poesia. Per ogni porta, finestra, scala ci son versi diversi, di grandi poeti e scrittori, che ti accompagnano a godere della meraviglia e della magia di questo borgo.

Prima di andar via è d’obbligo mangiare il famoso panino con il pesce, vi chiederete dove, impossibile non notarlo “Pescaria” è il nome del locale, una lunga fila di persone sarà davanti il ristorante ad aspettare con l’acquolina in bocca il suo turno.

Dalla Puglia è tutto. 

Un abbraccio, la vostra Giulia 😘 Seguitemi su Instagram

Dove domire ad Alberobello
Giulia Meo

Giulia Meo

- Cosa ti piace? Viaggiare - Tra il dire ed il fare? Il mare

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
Top

COGLI L'OPPORTUNITÀ DI VIAGGIARE DI PIÙ

Diventa Travel Blogger No grazie, non voglio vincere nuovi viaggi