Sensazioni d’Islanda, nell’isola del ghiaccio e del fuoco
guida turistica islanda

Sensazioni d’Islanda, curiosità nell’isola del ghiaccio e del fuoco

Giri l’angolo e trovi una cascata, percorri pochi metri ed ecco una distesa di lava, un vulcano in lontananza e strade di cui non vedi mai la fine. Poi pecore, tantissime pecore, e cavalli dalle lunghe chiome. Sei sommersa in nuvole basse, poi sbuca il sole e all’improvviso la pioggia. L’Islanda è così, capace di sorprenderti in ogni momento, nel giro di pochi minuti tutto cambia, dal tempo al paesaggio, e pensi alla grandezza della natura, alla tua impotenza di fronte ad essa e al fatto che tutto ciò, fino a pochi secoli fa, neanche esisteva e tra pochi decenni cambierà ancora.

L’Islanda, infatti, è una delle terre di più recente formazione di tutto il pianeta, con circa 20 milioni di anni contro i 4 miliardi della crosta terrestre. Si è formata dal magma fuoriuscito dalla dorsale oceanica che separa le due placche dell’oceano Atlantico. Si può ammirare la spaccatura delle zolle, che si separano a una velocità che va da 1 mm a 18 mm all’anno, con una passeggiata nel parco nazionale di Þingvellir, un luogo magico, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, sia per le cascate e per il paesaggio ma anche per la forte valenza culturale. Qui, infatti, venne fondato l’Alþingi, uno dei primi parlamenti del mondo.

Un’altra particolarità di quest’isola meravigliosa, è quella di essere coperta per il 10% da ghiacciai, tra cui il più grande del nostro continente: il Vatnajökull (per rendere l’idea, è esteso quanto la Corsica!). Le sue lingue di ghiaccio sono ben visibili già dalla Hringvegur (la strada statale 1). Ci si può avventurare in diverse escursioni come il trekking, una visita alle grotte che d’estate si formano nel ghiaccio oppure le gite in glacier jeep. Ed ecco il primo rimpianto: quello di non essere riuscita a fare nessuna di queste escursioni, visto il poco tempo a disposizione. Però mi sono consolata con la birra Vatnajökull, prodotta dal birrificio Ölvisholt Brugghús con acqua glaciale e aromatizzata con timo artico della zona.

Islanda
Laguna Glaciale – Piccoli e grandi iceberg si staccano dal ghiacciaio e si dirigono verso l’Oceano

Il viaggio che ho intrapreso in Islanda, dodici giorni a metà agosto, ha riempito i miei occhi di bellezza, la mia mente di ricordi indelebili, il mio spirito di voglia di ripartire subito e il mio cuore di tante sorprese. La prima cosa che mi ha stupito è stata l’accoglienza degli islandesi. Il loro è principalmente un turismo di comunità, anche se nella zona tra la capitale Reykjavik, la famosa Blue Lagoon e il Golden Circle (quello dove si trova Geysir e la cascata di Gulfoss) sta diventando molto turistica e ci sono parecchi grandi hotel, negozi di souvenir e ristoranti, che è difficile trovare nel resto dell’isola. Per visitare bene il paese però il consiglio è di alloggiare nelle guest house, nei pittoreschi cottage, nelle fattorie o negli ostelli. Io ho scelto molte stanze su Airbnb e mi sono trovata benissimo, ho conosciuto persone gentili, che hanno voglia di chiacchierare, conoscere cose di te e raccontare la loro vita sull’isola. Molte persone incontrate durante il viaggio si spostavano in bicicletta o in moto (parecchi anche a piedi) e grazie alla libertà di campeggiare ovunque, rimanevano a dormire di fronte ad una cascata, vicino a una pozza d’acqua calda o lungo un fiume. Guardandoli immaginavo quanto può essere emozionante risvegliarsi con quel panorama a darti il buongiorno.

La seconda cosa che mi ha fatto apprezzare molto l’Islanda è il rapporto con la Rete. Internet è ovunque e sempre free. Anche se ti siedi al tavolino di un fish and chips vicino a un porticciolo e tre casette, lì stai sicuro che ci sarà un wifi ben funzionante e libero. Si trova anche sugli autobus del servizio navetta da/per l’aeroporto internazionale di Keflavik. Un paese di pastori e pescatori sempre connessi, questo è il bello! Lo dimostra il fatto che la rete Internet è stata usata per scegliere i 25 saggi con il compito di riscrivere la costituzione del 1944; un esperimento definito “la costituzione in crowdsourcing”, aperto e partecipato (il testo è ancora in fase di approvazione). E poi c’è il Partito Pirata islandese che in poco tempo ha ottenuto un grande seguito e si batte per la democrazia diretta, la riforma del diritto d’autore e la libertà d’informazione.

La terza caratteristica che mi ha sorpreso e ho toccato con mano, è l’estrema onestà degli islandesi. Non è raro soggiornare in posti dove la porta di casa viene lasciata tranquillamente aperta e se fate domande dando l’impressione di non fidarvi di loro, beh ci restano parecchio male! Inoltre la pacifica isoletta non ha un suo esercito, per non parlare delle carceri in cui, secondo i dati più recenti, sarebbero circa 150 i detenuti. E pensare che nel 2000 i reclusi erano solo 78, poi nel 2008 ci fu una grande crisi economica, a causa di un sistema bancario truffaldino. Le banche fallirono e ora il Paese si è ripreso, ma i responsabili finanziari furono messi sotto inchiesta. Così, altro dato sorprendente, il numero dei colletti bianchi incarcerati è pari a un sesto dell’intera popolazione detenuta. Un caso più unico che raro.

Inutile, poi, sottolineare la grande sorpresa di ogni angolo del paesaggio, delle sue magnifiche acque sulfuree, delle balene che d’estate vanno alla ricerca di placton nei lunghi fiordi, delle case “pelose” con il tetto in erba, delle buonissime aragostine di Höfn (sì, incredibile, ma sono buone anche sulla pizza o dentro un panino), della laguna glaciale con gli iceberg che se ne vanno piano piano verso l’oceano, della spiaggia nera di Vìk o dello spettacolo poco conosciuto della ondulata costa dei fiordi occidentali e la magia della penisola di Snæfellsnes.

Queste “sensazioni d’Islanda”, ciò che più ha colpito dell’isola, sono state scritte durante il viaggio, mentre ammiravo il sole di mezzanotte, mentre affacciata dalla finestra del cottage rimanevo ipnotizzata dalla lingua di ghiaccio del Vatnajökull e mentre sull’aereo verso casa mi facevo una promessa: “Ci rivedremo presto”.

islanda
Il sole di mezzanotte

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Sara Sbaffi

Romana, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2009. Appassionata di viaggi ed enogastronomia. Collaboro con le Guide di Repubblica e il Trovaroma.

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Pellegrino Villani
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Pellegrino Villani

Camminare fa parte del mio spirito e credo che l’Islanda si presti bene a questa modalità di viaggiare, soprattutto per l’aspetto della sfida nel trekking: raggiungere gli obiettivi, superare gli ostacoli come metafora della vita. Ho visto che in questo paese vi sono diversi percorsi interessanti.

enzodib
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enzodib

Mi sono innamorato di questa terra leggendo la tua recensione, l’Islanda permette un viaggio in un luogo veramente esotico senza allontanarsi troppo. La tranquillità dell’estremo nord, il sole di mezzanotte sono cose che mi affascinano ben più delle spiagge assolate di qualche isoletta.

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