Passeggiate d’autunno: dove andare in Friuli Venezia Giulia

Nonostante il maltempo si sia affacciato con prepotenza in queste giornate di ottobre, sicuramente l’autunno che è appena cominciato saprà ancora regalarci tanti preziosi momenti da vivere all’aria aperta. Non mancheranno pertanto le occasioni per scoprire nuovi itinerari. In particolare oggi voglio portarvi a visitare il Friuli Venezia Giulia, che ci regala luoghi incantati da assaporare senza fretta. Vi propongo un piccolo campionario di località che possono soddisfare sia il piacere di una passeggiata in città alla ricerca di scorci caratteristici, sia il desiderio di vivere un’esperienza culturale o carica di spunti di riflessione, sia il bisogno di un maggiore contatto con il territorio naturale e con le tradizioni locali. 

Grado: l’antico borgo dal fascino veneziano

Panorama di Grado

Anche se l’estate è ormai passata, non per questo le spiagge sabbiose dell’isola di Grado smettono di regalarci momenti piacevoli al di fuori dell’esperienza balneare. Se riusciamo ad approfittare di una di quelle giornate magiche che l’autunno ci sa regalare, vale la pena scoprire il fascino rilassato di una passeggiata in riva al mare.  Sarà l’occasione di sperimentare di persona, mentre regoliamo il nostro passo al ritmo delle onde sul bagnasciuga, che davvero siamo nel “’l’Isola del Sole”. Ma se preferiamo inoltraci per il centro storico della città, con i suoi vicoli e i suoi campielli, saremo conquistati da questo antico borgo di pescatori dal fascino veneziano: scoprendolo a piedi o in bicicletta ci conquisterà con i colori delle sue case e i suoi pittoreschi cortili.

Leggi anche: Grado e quel ricordo che ancora mi commuove

Aquileia: alla scoperta dell’area archeologica

Basilica di Aquileia

Lasciata la costa, è il momento di immergersi in una straordinaria esperienza culturale, e di recarsi a visitare l’area archeologica di Aquileia. Inserita nel 1998 tra i siti UNESCO, rappresenta una testimonianza unica della grandezza di quello che nacque come avamposto militare romano contro le invasioni dei barbari, per diventare poi un importante centro commerciale fluviale e una città tra le più fiorenti dell’Impero romano. I resti che è possibile ancora oggi ammirare, come ad esempio il foro, l’anfiteatro, le terme, ci restituiscono intatto il fascino della vita di questo importante centro. Da non perdere è soprattutto la visita alla Basilica di Santa Maria Assunta e al suo preziosissimo pavimento a mosaico che risale al IV secolo.

Sacrario Militare di Redipuglia: la memoria dei caduti della Grande Guerra

Sacrario militare di Redipuglia

La visita al Sacrario Militare di Redipuglia rappresenta sicuramente un’esperienza particolare, che credo possa acquistare più valore nell’anno che stiamo vivendo, che ci ha profondamente colpiti e reso più consapevoli verso i grandi temi universali. Questo sito celebra i caduti della Grande Guerra e contiene le spoglie di oltre 100.000 soldati italiani. La struttura si arrampica austera alle pendici del Monte Sei Busi: è costituita da 22 gradoni e termina in cima con tre croci che rappresentano il sacrificio del Golgota. Percorrere in silenzio questi spazi di grande suggestione architettonica, che nella loro essenzialità sembrano non voler concedere alcun alibi all’assurdità della guerra, è un’ occasione unica di riflessione.

Museo all’aperto del Monte Ermada: visitando le trincee austro-ungariche

La visita al Sacrario Militare di Redipuglia può diventare fonte di ispirazione per un ulteriore approfondimento sulla Grande Guerra. Può essere perciò interessante recarsi a visitare il Museo all’aperto di Monte Ermada e conoscere la storia della linea difensiva austro – ungarica. Immersi nella natura dell’altopiano del Carso triestino, è possibile seguire per alcuni tratti la linea di trincea  e osservare le costruzioni in cemento armato e le gallerie artificiali. Molte strutture sono parzialmente nascoste dalla vegetazione, che sembra voler cancellare i tragici ricordi ad esse legati. Le numerose cavità naturali presenti nel territorio hanno fornito rifugio alle truppe: in particolare la Grotta di Monte Ermada possiede un ingresso naturale ed uno artificiale, realizzato per agevolare l’accesso ai soldati. Al suo interno si trovano ancora i segni della presenza militare, come ad esempio gli isolatori in porcellana della linea di illuminazione elettrica.

Se vuoi approfondire: La vita nelle trincee della Prima Guerra Mondiale

Carso Triestino: un percorso tra natura e sapori della tradizione

Oltre che per approfondimenti di carattere storico, l’altopiano del Carso è sicuramente una meta unica per chi vuole scoprire una natura straordinaria. La sua particolarità è quella di unire nell’arco di pochi chilometri elementi caratteristici del territorio alpino a spettacoli consueti di un contesto mediterraneo. Se si percorre il Sentiero Rilke, che unisce le località di Duino e Sistana, è possibile godere di un incredibile panorama dall’alto delle falesie che si gettano nel mare Adriatico. I piccoli centri abitati del Carso, di cultura slovena, custodiscono antichi sapori, che è possibile conoscere nelle osmizze, tipiche osterie tradizionali. Inoltre queste terre ospitano pregiati vigneti autoctoni, famosi per il gusto inconfondibile del vino che producono. 

Per approfondire: tour panoramico con vino

Trieste: l’elegante signora dell’Adriatico

Trieste: Palazzo del Comune

Per chi desidera scoprire il fascino di una città elegante e meravigliosa Trieste saprà concedere emozioni da ricordare. La visita non può prescindere dalla bellissima Piazza Unità d’Italia, circondata dai candidi palazzi storici e che si affaccia in un mare dall’azzurro intenso. La passeggiata continua percorrendo il centro storico, tra pasticcerie e caffè, negozi ricchi di tradizione e librerie storiche o dal sapore antico, dove si respira quell’atmosfera ricca di Cultura che ha attratto tanti celebri visitatori. L’imponenza degli edifici asburgici ci accompagna mentre attraversiamo le grandi piazze, e le chiese meravigliose, prima fra tutte la Cattedrale di San Giusto, ci testimoniano una spiritualità che ha attraversato i secoli.

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Dove dormire in Friuli Venezia Giulia
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Laura Ardau

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