Mansio, quando la tradizione incontra la tecnologia
Mansio Formello

Mansio, quando la tradizione incontra la tecnologia

La moderna Via Francigena, ricalcando il percorso tracciato da Sigerico nel 990 d.C. – che fu il più importante asse viario dell’Europa medievale – è un percorso fisico, storico, narrativo e spirituale che va da Canterbury a Roma, snodandosi lungo 1.600 km. L’ultima tappa della Via proveniente da Nord, prima di Roma, è Formello.

Un castello dall’aria antica e fascinosa si trova nel bel mezzo del Parco di Veio e offre ai visitatori molto da vedere. Tra gli strumenti avia Francigena Parco di Veio disposizione dei viaggiatori – pellegrini e non – che sostano nel paese (magari soggiornando nel suggestivo Ostello Maripara, sito dentro il palazzo che domina il borgo), da qualche giorno c’è anche Mansio. Che cos’è esattamente? Un progetto di interesse religioso, turistico e culturale che vuole fare della Via Francigena un “modello di sviluppo”, creare una rete di relazioni per reinventare il territorio, dare nuove opportunità, sottomettere la tecnologia all’esperienza spirituale. Vuole essere una nuova forma di accoglienza, nel ricordo di quelle che un tempo erano le soste che offrivano ristoro durante la via ai pellegrini diretti a Roma. Un progetto multimediale che ha l’intento di trasformare il turista in viaggiatore e il viaggiatore in pellegrino, oltre che restituire alla gente il valore del cammino e della conoscenza, di insegnare a vivere secondo un tempo “interiore”, che è diverso da quello convenzionalmente misurato in ore, giorni, mesi.

Il percorso innovativo

Un modello di turismo “consapevole”, in poche parole. Mansio potrebbe definirsi un “viaggio sensoriale”, fatto di suoni, immagini, emozioni, che si muove dalla prima all’ultima tappa della Via Francigena del Nord, tracciando una simbolica ascesa alla città di Pietro. Nella torre di Palazzo Chigi di Formello, ogni scalino della suggestiva scala sospesa in acciaio e cristallo porta impresso il nome di uno dei luoghi che il viaggiatore trova lungo i 1.600 km del cammino; si parte da Dover, per giungere, tappa dopo tappa, fino alla terrazza da cui si gode la vista del magnifico “ultimo miglio”, immerso nel Parco di Veio. Il centro info-documentale allestito all’interno del Palazzo, nei locali del Museo permeati di un antico fascino, assieme al percorso emozionale della Torre, oltre al sito interamente dedicato al territorio, arricchiscono un’offerta del tutto innovativa per turisti, viaggiatori o pellegrini, che si trovino a passare per questi luoghi alla riscoperta di un modo di viaggiare che pare così lontano dalla fretta cui ci sottopone la vita di tutti i giorni. La Via Francigena, itinerario europeo, trascende dunque la dimensione locale e fa di Formello l’ultima tappa di un viaggio che attraversa un intero continente, ad limina Sancti Petri, fino alle soglie di San Pietro.

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Amo leggere e viaggiare. Nella vita di tutti i giorni lavoro da molti anni in un istituto di credito, collaboro con alcuni blog letterari, scrivo per una rivista cartacea e mi occupo di una bizzarra famiglia composta da umani e da due felini in crisi di identità. Ma dietro questa “copertura” si nasconde un vero agente segreto della fantasia, la cui mission impossible è raccontare di draghi e magie, di mondi che appartengono ad altre dimensioni, di viaggi del corpo, del cuore e dell’anima.

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