Escursionisti a Los Angeles: il mio hike più bello

Sembra assurdo che io non abbia ancora scritto un articolo del mio viaggio in California e dico a me stessa di scriverlo da ben 4 lunghissimi anni, ma la realtà è che mi viene da piangere al solo pensiero che non sono li e mi fa male pensare a quel viaggio perchè sono ancora malinconica. Dunque aspetterò di essere pronta, ma oggi parlerò di un’esperienza accaduta proprio li, nella Città degli angeli.

Premetto che Los Angeles è stata la mia prima città in cui ero completamente sola, dunque la soluzione migliore per fare amicizia era quella di stare un mese in un ostello centrale e super attrezzato. Non mi aspettavo un ostello così organizzato, ogni giorno organizza eventi, riunioni, sconti e poi è enorme, ciò rappresenta possibilità infinite di conoscere persone con cui condividere avventure.

Il 2 Dicembre 2015 scendo nella hall e leggo le attività del giorno: Hike a Los Angeles. Figuriamoci per un italiana che sapeva zero di inglese con una base di un mese di mutismo; l’interesse era solo su scoprire cosa diamine voleva dire hike. Ebbene si, non sapevo dire neanche una parola, dunque prendo il tel e boom, tradotto è “escursione”.

Il mio hike più bello a Los Angeles

Mi iscrivo, dò la disponibilità mi infilo un leggings ed una maglietta leggera… mi porto casualmente una sciarpa ed una felpa (‘che non si sa mai’ ricordo di aver pensato). Il mio gruppo era FANTASTICO. Una persona per nazionalità, un miscuglio indefinito di personalità, abbigliamento, età e carisma… ve li devo far vedere altrimenti non capireste:

Quelli che vedete abbracciati a me, sono poi diventati parte della mia vita e parte dell’avventura futura in America.

Insomma iniziamo con una breve presentazione e poi dritti a camminare, c’erano un bel pò di kilometri in salita da fare con la promessa di uno dei più bei panorami della California. Distanza 10 miglia, elevation 2582.

La scalata: mi incammino, sola e muta

Con grande grinta riesco a mettermi tra i primi, almeno riesco a capire qualcosa in più sul paesaggio e la storia (peccato capissi una parola su tre, ma non mi dò mai per vinta).

Inizio a sudare, la California è strana… a Dicembre fa caldo.

Mi denudo e continuo a salire… avevo un vecchio telefono al tempo. Ho avuto la possibilità per questo, di non perdere troppo tempo a fare foto e dunque godermi maggiormente il panorama.

Fino a qui tutto bene… metà percorso fatto, inizio ad interagire con gli altri così da avere tempo di respirare ogni tanto e godermi l’esperienza a tutto tondo.

Fattore X

Arrivati proprio a metà del percorso inizia a diluviare!

Si, eravamo troppo distanti per tornare indietro e probabilmente tutti troppo pazzi per decidere di abbandonare anche perchè in realtà eravamo tutti più o meno sparsi o distanti.

Mi sentivo anche abbastanza fortunata dato che c’era chi aveva deciso di fare un hike in ciabatte ed outfit da spiaggia. Se non demordeva lui, non l’avrei fatto neanche io. 

Bene, la corsa continua e vi dirò. Stare in un bosco sotto la pioggia è stato bellissimo. Non che lo rifarei volontariamente, sia chiaro… ma se mi capitasse di nuovo questo disagio, lo vivrei sicuramente come una possibilità bellissima.

La foresta parlava. Il percorso si è fatto più difficile ed io ero sempre più motivata a finirlo. Non ho sentito un lamento, forse non li ho capiti ma a me non me ne sono venuti in mente, era tutto troppo speciale. Continuammo così: spaventati ed eccitati sotto la pioggia a tratti piacevole, a tratti molto forte.

Arrivammo in cima ed io ero così felice di quest’eperienza che la racconto a voi oggi, con la presunzione di potervi lasciare uno spunto per interpretare ed accogliere positivamente qualsiasi cosa nel vostro percorso di vita.

Poteva sembrare faticoso… e lo era.

Poteva sembrare rischioso… e lo era.

Ma è stato anche il mio hike più bello ed emozionante.

Grazie dell’attenzione e buon Hike speciale a tutti.

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lucrezia paolini

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