Non solo Gulash, a Budapest per il Gourmet Fesztival - Gente in viaggio

Non solo Gulash, a Budapest per il Gourmet Fesztival

Neanche a dirlo, il re della terza edizione del Budapest Gourmet Fesztival in programma nella capitale magiara dal 30 maggio al 1 giugno sarà proprio lui: il Gulash. La “zuppa del mandriano” (questa la traduzione della denominazione completa in lingua originale gulyás-levesè il piatto più conosciuto fuori dai confini ungheresi. Il festival, organizzato nell’ambito dello Sziget Festival, il famosissimo happening di musica rock che si tiene ad Agosto è l’occasione per conoscere una cucina ricca e variegata di origine povera ma indelebilmente influenzata dai fasti imperiali di una volta.

Aprono la rassegna i laboratori di cioccolateria della famiglia Harrer, un’elegante e dolce realtà gastronomica che coniuga modernità e tradizione facendo impallidire la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka (date un’occhiata al sito per crederci). La pasticceria ungherese infatti non è fatta dei soli ottimi strudel. Da scoprire ci sono, tra i tanti, la crepe alla Gundel, gli gnocchetti di Somlo, il purè di castagne e le paste calde alla ricotta.

Il festival è una vetrina per la migliore gastronomia nazionale, vi aderiscono i migliori ristoranti ma è anche la possibilità per i piccoli produttori locali di avvicinare gli chef più quotati e proporre le proprie materie prime. A loro in particolare è dedicata la sessione “30 km di cibo: buoni ingredienti dalla cucina regionale” a cui partecipano i migliori ristoranti fuori dalla Capitale come Gusteau da Màd nell’Ungheria settentrionale, Ikon di Debrecen, la seconda città ungherese, specializzato in menu a “Km 20” (un modo meno approssimativo per indicare l’uso di prodotti locali) e il Ráspi Étterem di Fertőrákos un comune di 2000 abitanti a forte vocazione vinicola. L’intero paese ha un’importante tradizione nel settore che va oltre il Tokaj. La Palinka è un’acquavite aromatica ai gusti di albicocca, pera, ciliegia o prugna che si accompagna con gli antipasti: libamaj, il patè di fegato d’oca, il korozott, tartine con crema di ricotta e cipolline speziate, e le pogacsa, focacce al forno condite. L’amaro ungherese più famoso è l’Unicum, appartenente alla tradizione magiara.

Goulash pre oven

La parte più interessante del festival, però, è quella dedicata alle verdure più odiate con i migliori chef del paese uniti per ripensare in chiave deliziosa lo stufato con pomodoro e cavolo. Ospite internazionale la Francia ma anche le star di BBC good food oltre ai vari blogger e food star locali.

Insomma, non vi aspettate una sagra ma una rassegna gastronomica  esclusiva e di qualità. Un’ottima scusa per dedicare il ponte del 2 giugno alla regina del Danubio, Budapest.  Città simbolo della vecchia  e della nuova Europa.

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Giusi

Giusi

Curiosa da morire, sogno di lavorare abbastanza per potere al più presto abbandonare tutto e vivere il resto della vita in viaggio per il mondo. Nell'attesa esploro il più possibile la mia isola e l'Europa e quando qualcosa mi piace ve la racconto :)

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