Gli angoli nascosti di Praga

Non andarvi se cerchi una felicità senza nuvole

Questo è ciò che scrive Angelo Maria Ripellino nel suo saggio “Praga Magica”, che ebbi l’occasione di leggere mentre frequentavo l’università e che suscitò in me il desiderio di visitare gli angoli nascosti di questa città.

Decisi di realizzare questo mio desiderio nell’agosto 2019 cogliendo l’occasione di fare un regalo al mio fidanzato. Per raggiungere la città mi affidai alla compagnia aerea Easyjet che, effettuando la prenotazione con cinque mesi di anticipo, mi permise di acquistare i biglietti aerei ad un prezzo molto conveniente. Per il pernottamento mi affidai a Booking, con cui trovai un appartamento nel cuore della città vecchia dotato di un’ampia terrazza da cui si poteva godere di una vista mozzafiato sulla città e sul castello.

Il 5 agosto alle 11.30 partimmo da Milano Malpensa ed arrivammo a Praga nel primo pomeriggio. Una volta atterrati all’aeroporto, acquistammo un abbonamento per i mezzi pubblici valido per 72 ore al prezzo di 310 corone (circa 11 euro). Il sistema di trasporto pubblico praghese è estremamente efficiente ed in 40 minuti raggiungemmo il nostro appartamento, a pochi passi dalla stazione della metro Národní.

Come prima cosa decidemmo di fare un giro di perlustrazione a piedi, camminammo per la città vecchia fino a raggiungere la piazza dell’orologio, cedendo alla tentazione di salire sulla torre del municipio. La biglietteria si trova al terzo piano e per 110 corone (circa 4 €) si acquista un biglietto per salire in cima alla torre. Sicuramente un’esperienza meravigliosa, nonostante il sovraffollamento. Anche la via verso il ponte Carlo era gremita di turisti, una torre di babele in cammino, italiani, francesi, coreani che si accalcano per scattare il selfie più bello con la Moldava come sfondo. Anche i dintorni del castello erano estremamente affollati, ma basta aspettare che il sole cali per far sì che giunga un po’ di tranquillità e soprattutto aspettare le 17.30 per poter visitare gratuitamente il Vicolo d’oro e vederlo quasi deserto. Sicuramente uno dei luoghi più turistici e sopravvalutati della città, ma con la quiete assume un certo fascino.

Il Vicolo d’oro

Dopo la lunga camminata verso la città vecchia, attraverso le nubi dolciastre dei venditori di trdelnik, dolce (non) tipico della città, di origine ungherese ed apparso sulle bancarelle solo negli ultimi anni, cominciammo a sentire i primi richiami della fame.

Decidemmo di fare una sosta presso il ristorante U Vejvodů il quale, nonostante i numerosi giudizi negativi online, ci ha deliziati con un ottimo goulash ed un buon boccale di Urquell.

La mattina successiva salimmo sulla metropolitana in direzione Vyšehrad, uno dei luoghi poco frequentati dai turisti, ma molto suggestivo. Pare che la costruzione del complesso sia iniziata nel X secolo fra mille leggende e misteri. Si entra dalla porta di Tabor, da cui si incontrano i resti della Porta della Sommità e la Rotonda di San Martino (il più antico edificio di Praga). Il complesso della fortezza offre diverse attrazioni interessanti: un cimitero, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la Basilica di San Lorenzo ed una galleria. Noi siamo rimasti affascinati dai giardini, molto ordinati e puliti e dal silenzio intorno a noi. 

Vyšehrad

In un attimo il sole era sulla via del tramonto, ci affrettammo quindi a lasciare la fortezza per non tardare al nostro appuntamento alla Original Beer Spa, situata nella città nuova.

Camminammo per circa 20 minuti costeggiando il fiume sulla via Rašínovo fino a raggiungere la Casa Danzante. Molti turisti si limitano ad osservarla e fotografarla dall’esterno, ma questo bizzarro edificio offre molto di più: io consiglio a tutti di entrare e prendere l’ascensore fino al settimo piano, sulla destra si trova una rampa di scale che permette di accedere alla sommità della casa danzante (l’accesso è a pagamento, ma acquistando una bevanda è possibile uscire ed ammirare il panorama dalla terrazza).

Dopo esserci rinfrescati con un tè freddo, ci dirigemmo verso Žitná dove si trova la “spa della birra”. Si tratta di un luogo in cui è possibile fare un bagno rilassante in tini di quercia contenenti acqua mantenuta alla temperatura di 37 gradi centigradi arricchita con estratti naturali (luppolo, lievito e malto) che stimolano la rigenerazione della pelle e favoriscono l’espulsione delle tossine. Consultando il sito ufficiale (www.beerspa.com/it/) è possibile trovare tutte le informazioni necessarie per la prenotazione. Io avevo optato per un’ora di trattamento, consistente in 30 minuti di bagno e 30 minuti di riposo sul letto di paglia. Durante l’intero trattamento è possibile spillare e consumare illimitatamente la birra Krušovice ed assaggiare  uno speciale pane di birra. Un’esperienza meravigliosa, rigenerante, divertente ed in linea con le indicazioni fornite da Lonely Planet:

Ogni vostro eventuale proposito di vivere una ‘giornata analcolica’ durante il viaggio fallirà miseramente di fronte alla tentazione di un boccale di birra (pivo) ceca. 

 

Beer Spa Žitná

Felici e rilassati tornammo al nostro appartamento per cambiarci ed infilarci un vestito elegante per la cena, prenotata in un luogo molto particolare. Salimmo sul tram n. 9 che ci condusse alla torre Žižkov, considerata uno degli edifici più brutti del mondo, un ecomostro di 216 metri che, nel corso degli anni, ha collezionato gli aggettivi più raccapriccianti da parte dei turisti che si aggirano nel quartiere. Non tutti sanno che al suo interno si trova il ristorante Oblaca che permette di  sperimentare un’ottima cena a 66 metri di altezza. La cucina è molto sofisticata; consiglio di prenotare con anticipo, meglio un tavolo vicino alla vetrata per godere del panorama e provare (fra gli antipasti) il formaggio di capra montato con miele al tartufo, servito con un filetto di manzo fritto, barbabietola rossa e coulis di fragola. Squisita anche la bistecca brasiliana alla Rossini. Questo ristorante ha un costo più alto della media di Praga ma offre un panorama meraviglioso che diventa sempre più suggestivo al calare della notte quando la città si riempie di luci.

La mattina successiva ci rilassammo con una passeggiata ai giardini Kinský, uno dei luoghi sconosciuti a molte guide turistiche, un fattore positivo, poiché lo abbiamo trovato meravigliosamente tranquillo e camminarci è un piacere. Consiglio la lettura di  questa pagina web sul sito di Praga in caso abbiate in programma una visita (estremamente raccomandata), potete anche trovare una cartina.

Questi giardini erano stati concepiti come parte della residenza estiva di Růžená Kinská, che acquistò i terreni nel 1828, tuttavia è stato necessario attendere fino ai primi anni del novecento per poterli visitare. Entrando in questo angolo di pace, abbiamo seguito il percorso a zig-zag dal basso verso l’alto (ci sono diversi punti di accesso). Abbiamo camminato lungo il sentiero in pietra immerso in una vegetazione rigogliosa, incontrando querce, faggi, aceri e rimanendo incantati di fronte ai laghetti adornati da statue, alle cascate e alla bellissima chiesa carpatica di San Michele Arcangelo, costruita a partire dal 1793 in stile “bolkov”, completamente in legno.

Zahrada Kinských, il giardino delle rose

Continuando la camminata verso nord, siamo giunti al giardino delle rose: un vero trionfo di colori e profumi.

La nostra ora di tranquillità terminò nel momento in cui sbucammo presso la collina di Petřín, intravedendo la torre delle televisione con la sua fila interminabile di turisti.
Approfittando del nostro abbonamento ai mezzi pubblici, utilizzammo la funicolare per tornare al quartiere di  Smíchov e fare una sosta in un caffè molto particolare: il Kočičí kavárna che ci offrì la possibilità di fare uno spuntino in compagnia dei suoi 10 gatti. Bublinka, la gatta persiana, si mostrò molto attratta da noi, in particolare dal mio fidanzato, tanto da addormentarsi sulle sue ginocchia. 

Dopo questa piacevole pausa, ci dirigemmo verso il fiume, attraversando il Ponte delle Legioni ed ammirando dall’alto l’Isola dei Tiratori. La nostra meta era Malé náměstí, dove in un piccolo ufficio, prenotammo un tour guidato che ci avrebbe condotto in un bunker sotterraneo. La nostra guida Caroline, molto preparata, ci illustrò i principali fatti storici della sua nazione, da quando era conosciuta come Cecoslovacchia, fino alla rivoluzione di velluto. Ci spiegò nei dettagli il ruolo del paese durante la Guerra fredda e ci presentò testimonianze di vita nell’epoca del regime comunista. La parte più interessante è stata sicuramente l’ingresso nel bunker, costruito negli anni ‘50 come rifugio da un’eventuale guerra nucleare. Un mix di emozioni ci pervase durante questa visita: stupore, curiosità, ma anche molta tristezza al solo pensiero di un suo possibile utilizzo. I lunghi corridoi sono gremiti di innumerevoli oggetti dell’epoca: carte, armi, maschere antigas, attrezzature mediche e persino cibi in scatola mai aperti.

Emozionante è stato il momento in cui Caroline ci ha dato la possibilità di provare vecchie divise e maneggiare veri VZ58 (disattivati). Mi sento di consigliare a tutti questa esperienza, di sicuro fuori dal comune, ma molto utile per capire il passato della sua meravigliosa città.

Interno del bunker

La visita dura 2,5 ore e costa 700 corone (circa 27,5 €). Si possono trovare informazioni dettagliate sul sito ufficiale www.prague-communism-tour.com.

Per la nostra ultima cena nella capitale ceca ci affidammo nuovamente al ristorante  U Vejvodů, attratti dal succulento stinco allo spiedo intravisto due sere prima. Le nostre aspettative non sono state deluse: la carne era davvero buona (anche se non abbiamo apprezzato la salsa al rabarbaro), la birra come sempre fantastica.

L’indomani non ci è rimasto altro da fare che trascinare le nostre valigie verso l’aeroporto, dove un aereo ci avrebbe portato via dalle meraviglie di una città magica.

Consigli pratici:

  • sul canale Youtube “Honest Guide” è possibile trovare informazioni utili per pianificare un viaggio a Praga nei minimi dettagli;
  •  prenotare in anticipo attività e ristoranti;
  • non farsi influenzare troppo dalle guide turistiche, spesso gli aspetti più belli e caratteristici non sono menzionati nelle guide, ma vanno scoperti da veri viaggiatori, perdendosi fra le vie della città.
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Ilaria Friggi

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