arancina palermo street food

Dove mangiare cucina tipica siciliana (buona) a Palermo

Lo sapevo già, ma dopo 9 giorni in Sicilia la consapevolezza che la maggiore delle isole italiane sia il paradiso del cibo si è sedimentata ancora di più nel mo bagaglio culinario. Atterrati a Palermo per un tour all’avventura, visto che non ci eravamo preparati alcun itinerario, ci siamo lasciati trasportare dai consigli della gente del posto e non posso che dirmi più che soddisfatto di quanto ottenuto!

Silvia la mia amica palermitana che mi conosce bene ha azzeccato al volo le mie esigenze culinarie e Ciro il nostro ospite Airbnb con dei consigli più “standard” ci ha comunque portato all’obiettivo sperato: mangiare alla grande ottimi prodotti della cucina tipica siciliana! Solo i consigli esperti non bastano però. Bisogna affidarsi anche un po’ al caso se si vogliono scoprire delle belle realtà culinarie. A noi, ettolitri di olio permettendo, è andata molto bene anche da questo punto di vista.

Ecco i miei consigli per un tour gastronomico a Palermo

Bar Spinnato

Ci siamo stati due volte e in due sedi diverse. Entrambi sono i classici bar signorili da centro città. Il primo si trova in via Principe di Belmonte, un luogo ben arredato con numerosi tavolini dove professionisti siciliani si trovano e si ritrovano a leggere il giornale e sviluppare il passaparola sui principali fatti cittadini. Il secondo invece, a due passi dal bel Teatro Politeama, con i suoi tavolini fuori ha un approccio un po’ più turistico ma la qualità dei cannoli, degli apertitivi e del caffè non si discute. Tutto eccellente.

Friggitoria da Arianna

Qui iniziamo a fare sul serio. Francesca vi aveva parlato del mitico Street food di Palermo. Abbiamo sentito il dovere morale di provarlo in un posto davvero tipico. Ci troviamo nel cuore pulsante del mercato il Capo in uno dei quattro mandamenti di Palermo (i quattro quartieri principali del centro storico). L’ambientazione è quella tipica del centro città, una sorta di souk in cui le urla in dialetto siciliano sovrastano qualunque pensiero di stupore lasciando spazio solo alla voglia di gustare la fonte sorgente di quell’odore di fritto che invade le narici del visitatore curioso. Ed eccolo il banchetto della Friggitoria da Arianna fare capolino da un negozietto un po’ “diroccato”. Tanta gente in fila, cibi fumanti in bella vista nella vetrinetta lato strada e qualche tavolino nella sala interna dove potersi appoggiare con i propri vassoi di fortuna. Ho mangiato il miglior panino con panelle di tutto il mio soggiorno palermitano accompagnato da uno sfincione delizioso. Carboidrati a gogò! Giusi, invece, si è dedicata a dei polipetti ripieni più sofisticati ma altrettanto succulenti accompagnati da un’arancina, tanto unta quanto buona! L’atmosfera che si vive è di popolo, siamo circondati da persone in giacca e cravatta, studenti di scuola e università e anche qualche “disgraziato”. Tutti uniti dalle bontà culinarie di Arianna.

Antica Focacceria San Francesco

Ormai è un brand conosciuto in tutta Italia, soprattutto dopo che Feltrinelli ha acquistato la quota di maggioranza di questa storica focacceria palermitana. Forse un po’ di genuinità è andata perduta nelle stanze del notaio e il costo di una cena seduti nella sala interna non è da sottovalutare: 45€ per 2 porzioni di polpette di pesce spada, anticipate da una porzione di polpette di sarde, una caponatina e un’insalata di contorno non è pochissimo direi. Anche se ci aggiungi una bottiglietta d’acqua e 1/4 di vino il prezzo rimane sempre abbastanza importante. Per fortuna che lo staff ci ha offerto un ottimo cannolo e un’altrettanto ottima setteveli riparando così al fattore costi. La piazzetta su cui insiste l’Antica Focacceria è davvero carina – anche se ormai è completamente brandizzata – e si trova in una zona di movida serale e di viuzze labirintiche che solo a passeggiarci ti emozioni.

Trattoria Lo Bianco

Devono avere aperto da poco una seconda sede di questa trattoria popolare e dalla cucina tipica palermitana perché la città è tappezzata da cartelloni pubblicitari che la indicano. Silvia, la nostra consigliera di fiducia, ci ha mandato però alla original one e il nostro palato ha capito bene il perché! In questo locale molto semplice ma accogliente ho avuto la possibilità di gustare una gran bella porzione di panelle e crocchè di latte (che invenzione!), una pasta alla mondelliana (spada, pomodoro e melanzane) di livello assoluto e un mega cannolo scafazzato che dopo averlo mangiato quasi non riuscivo ad alzarmi dalla sedia. Buonissimo il gusto e altrettanto buono il prezzo: 30€ per due persone!

Ferro di cavallo

Un luogo un perché. Sia Silvia che Ciro ce l’hanno segnalata nei must da non perdere e avevano ragione. Un luogo avulso da ogni logica commerciale in cui il responsabile di sala non fatica a mostrare grossa disorganizzazione e altrettanta schiettezza nei confronti dei signori malcapitati che hanno rifiutato un tavolo e si sono trovati ad aspettare fuori per un’oretta finché il tavolo che desideravano si fosse liberato. Eh si, perché il locale di mercoledì sera è a dir poco strapieno. La gente fuori fa la fila di un’ora pur di potersi sedere al Ferro di cavallo. Come biasimarli? Anche chi si lamentava dell’attesa fuori non si è certo lamentato dei piatti di “aperitivi” che continuavano ad essere portati fuori da una moltitudine di camerieri. Fritti di ogni genere che placavano gli animi più inquieti e deliziavano quelli più curiosi come i nostri. Una volta dentro abbiamo gustato degli spaghetti al nero di seppia e una, ormai classicissima, pasta spada e melanzane. Siamo andati anche di secondo con 2 porzioni di involtini di pesce spada (anche per testare le differenze con quelli che si fanno in Calabria), quartino di buon vino bianco e una bottiglia d’acqua. Il tutto per una spesa di 35€.

Fantastico!

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Alessio Neri

Appassionato di viaggi e comunicazione digitale, sono blogger dal 2004 e me ne vanto. Qui racconto le mie esperienze di viaggio ma non sono mai abbastanza!

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