Diari di viaggio americani: cosa vedere in sette ore a Washington DC

Diari americani: cosa vedere in sette ore a Washington DC

“Nessuno scrittore sa resistere a una buona storia. Così come un politico non sa trattenersi dal fare promesse che non può mantenere”

Frank Underwood – House of Cards

white house

Il mio viaggio in terra americana si conclude con la visita nella sua magnificente capitale. A Washington DC hanno sede le principali istituzioni di governo degli Stati Uniti (Presidente, Congresso, Corte Suprema), molti ministeri ed enti federali, e alcune delle più importanti organizzazioni internazionali, tra cui la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione degli Stati Americani.

Una città frenetica che basa la sua esistenza essenzialmente sulla politica e la gestione del potere. Non posso dire che mi abbia colpito intimamente come le altre di cui ho parlato precedentemente nei miei Diari, tuttavia possiede quel qualcosa di magico e intrigante che forse deriva proprio dalla sua stessa essenza.

Passare sette ore a Washington vuol dire fare un po’ le corse per tentare di vedere quanto più possibile, dovendo naturalmente fare a monte un’accurata selezione. Anche perché qui si trovano i musei dello Smithsonian Institution, il più grande polo museale e centro di ricerca del mondo che comprende, udite udite, ben 19 musei più uno zoo, tutti rigorosamente gratuiti! Ora capirete bene che non vi basterebbero due settimane per visitarli tutti, pertanto nelle poche ore a disposizione ho dovuto fare una scelta, optando per l’American art Museum, che comprende dipinti e sculture di diversi periodi, dall’America coloniale all’arte contemporanea.

La sezione su “Experience America” contiene, tra gli altri, splendidi dipinti di Hopper,  Georgia O‘Keeffe, Roy Lichtenstein e Robert Rauschenberg. Solo per citare alcuni dei miei artisti preferiti.

Ho inoltre avuto la fortuna di poter vedere la meravigliosa retrospettiva su Irving Penn “Beyond Beauty”. Qui sono esposte ben 146 fotografie provenienti dalla collezione permanente del museo, incluso il debutto di 100 fotografie recentemente donate al museo dalla Fondazione Irving Penn. La mostra presenta diverse fotografie inedite o mai esposte, oltre ad alcuni video di Penn in Marocco, girati da sua moglie Lisa Fonssagrives-Penn, che mostrano una vivida immagine dell’artista al lavoro.

Un’ala del museo è stata adibita a una mostra “Champions”, che ritrae tutte le più grandi personalità nel mondo dello sport.

Inutile dire che, anche se il tempo a disposizione è poco, avrete l’imbarazzo della scelta sui musei da visitare.

Impossibile passare per Washington senza fermarsi a guardare da fuori la Casa bianca. Sebbene Thomas Jeffferson la considerasse una struttura enorme, in realtà si resta un po’ delusi di fronte a quella che viene considerata una delle residenze ufficiali più importanti di Washington. Sarà che in quanto luogo in cui risiede e riposa, chissà se riposa poi, il potere “supremo” uno se la aspetta enorme, cosa che in effetti non è. C’è però da dire che la vista di sera dal Washington Museum la rende molto più affascinante e intrigante. Non fosse altro perché io, più che Obama, immaginavo Frank Underwood girare per casa pianificando strategie e attacchi.

Una chicca: è possibile visitare le stanze pubbliche della Casa Bianca da Google Maps. Dopo aver trascinato Pegman su di essa, sarà possibile girare per gli interni e osservare la magnificenza delle stanze e le opere d’arte presenti.

Alle spalle della Casa bianca si erge il Washington Monument, l’obelisco alto ben 170 m di altezza, costruito per commemorare George Washington, padre fondatore e primo presidente degli Stati Uniti d’America. Sotto il monumento ci si sente piccolissimi e appena scende il sole e si accendono le luci della città, la vista della Casa bianca da un lato e del National Mall dall’altro lascia senza parole.

Da qui si scende lungo la strada che conduce al celebre National Mall, lungo la quale abbiamo fatto una passeggiata al calar del sole nel parco, delimitato da grandi musei e monumenti, diretti nel cuore pulsante della città. Luogo simbolo in cui le grandi masse popolari hanno fatto sentire la propria voce pretendendo radicali cambiamenti nella gestione del paese, il National Mall ancora oggi continua ad essere la sede di proteste politiche, concerti, festival e insediamenti presidenziali.

Proprio all’estremità del N. Mall si erge il celebre tempio neoclassico dedicato ad Abraham Lincoln, il Lincoln Memorial, la cui immagine si riflette nello specchio d’acque del Reflecting Pool. Il monumento a Lincoln è stata la sede di numerosi discorsi storici, non dimentichiamo che è proprio qui che M.L. King pronunciò nel ’63 il celebre discorso “I have a dream”. Al centro della struttura l’imponente scultura alta 6 metri che raffigura Lincoln seduto su un trono. Alle sue spalle sul muro, si può leggere la seguente iscrizione:

«In this temple

As in the hearts of people

For whom he saved the Union

The Memory of Abraham Lincoln

Is enshrined forever».

Sempre lungo il National Mall, si trova l’Archivio Nazionale contenente migliaia di documenti di notevole importanza per la storia americana, compresa la Dichiarazione di Indipendenza, la Costituzione degli Stati Uniti e il Bill of Rights. C’è da dire però che, sebbene il documento ufficiale si trovi qui, la sala dove i delegati delle 13 colonie ratificarono la Dichiarazione d’Indipendenza, il 4 luglio 1776, si trova invece a Philadelphia nell’edificio dell’Indipendence Hall.

Concludiamo il giro passando per il Martin Luter King Jr Memorial che si affaccia sulle sponde del Tidal Basin, uno splendido lago artificiale. Si tratta del primo monumento commemorativo del N. Mall  dedicato a un personaggio che non fu presidente degli Usa, bensì ad uno dei più grandi sostenitori della pace e dei diritti civili. Rigorosamente da vedere!

E così eccoci arrivati alla fine del mio viaggio in America. È passato un mese dal mio rientro in terra nostrana, e scrivere e condividere con voi le mie esperienze se da un lato mi ha lasciato una nuova sensazione di nostalgia, dall’altra mi ha permesso di rivivere, tappa per tappa, il viaggio che più di ogni altro mi ha emozionata e cambiata, lasciando un segno indelebile nella mia mente e nel mio cuore. E di questo devo ringraziare in primis questo blog e tutte le persone che ci lavorano dietro e poi voi che siete qui a leggermi e a condividere con me quello che, fino a poco tempo fa, credevo sarebbe rimasto solo nei miei ricordi o su qualche foglio bianco sparso qua e là.

Smithsonian
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Il sogno americano continua ad affascinare i viaggiatori di ogni età. Grattacieli protesi verso cieli sconfinati, parchi naturali mozzafiato e una natura sublime. Dalle luccicanti metropoli ai paesaggi desertici impossibile dire di no a un viaggio negli USA. 50 stati per infinite esperienze.

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Roberta Alonzi

Traccio la rotta dei miei viaggi nel globo e nel web, al ritmo di un pezzo rock. Racconto storie, ne leggo altrettante, mi oriento con le stelle e osservo le relazioni umane ai tempi delle identità multiple e dei filtri Instagram.

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Roberta AlonziLa Vespa Tribeca Recent comment authors
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La Vespa Tribeca
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La Vespa Tribeca

Ciao Roberta, Ho letto con interesse il tuo diario su Washington DC, un po’ perché l’America è tra i miei Paesi preferiti, un po’ perché purtroppo a Washington non ci sono ancora stata. E mi piacerebbe tanto andarci, magari come tappa, proprio per questo motivo il tuo articolo ha suscitato il mio interesse. Vorrei infatti chiederti da dove sei partita per andarci (da NY?), e se i posti che hai descritto sono comunque tutti abbastanza vicini da muoversi a piedi? Deduco anche che sei andata nel periodo delle vacanze natalizie e mi chiedevo se per visitare i musei hai trovato… Leggi il resto »

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