Cagliari in un giorno, cosa vedere a spasso per i quartieri del centro storico
Cagliari stampace panoramica

Cagliari in un giorno, cosa vedere

Cagliari, o Casteddu per i sardi. Torno sempre volentieri a Cagliari, città viva, bella, giovane, con un clima perfetto tutto l’anno, che offre tantissime opportunità. Indecisi se prendere il treno o la macchina, optiamo per la scelta del primo. Molto più comodo, non hai problemi a trovar parcheggio in città e dover pagare la sosta. Inoltre Cagliari la si può girare tranquillamente a piedi.

Partiamo dalla stazione di Oristano la mattina verso le 9 e dopo un’oretta arriviamo alla stazione centrale di Cagliari che si trova proprio in centro, nella famosissima e centrale Via Roma, caratterizzata da sanpietrini e palme. Fuori dalla stazione sulla nostra destra troviamo il porto, dove ogni giorno attraccano numerose navi turistiche che fanno la loro crociera sul Mar Mediterraneo, qui i turisti scendono per visitare la città, fare acquisti e mangiare il fantastico cibo sardo. Sulla nostra sinistra, invece, ci sono gli antichi palazzi storici della città, con i loro portici, i loro ristoranti, i loro bar, gelaterie, caffè. Alla fine si trova il palazzo del Consiglio Regionale.

Iniziamo la nostra passeggiata percorrendo i portici, dove curiosiamo tra le vetrine. Passando tra i portici si incontrano tantissime persone che parlano il dialetto sardo, seduti al tavolo di un bar, sorseggiando un bicchierino di Vernaccia fresca, con il classico quotidiano sardo, parlando della nuova stagione calcistica del Cagliari Calcio e dei tempi che furono con il mitico Gigi Riva. Peccato che l’uso del dialetto si stia via via perdendo, soprattutto fra i giovani, anzi, faccio una precisazione: il dialetto sardo non è un dialetto, ma è una vera e propria lingua.

Camminando per il centro di Cagliari

Alla metà di via Roma, svoltiamo a sinistra e iniziamo una piccola salita che ci conduce a piazza Yenne, una delle storiche piazze della città. La statua presente è quella di Carlo Felice. La prima pietra venne posta nel 1822 quando venne chiamata piazza San Carlo in onore del re di Sardegna Carlo Felice di Savoia che decise di iniziare i lavori di realizzazione della strada che da Cagliari portava a Porto Torres. Di fatti oggi la principale arteria della regione Sardegna si chiama SS131, conosciuta come la Carlo Felice. Successivamente, però, fu rinominata piazza Yenne in onore del marchese Ettore Veuillet d’Yenne che ne volle la costruzione. La statua è posta su di un basamento dove sono riportate queste scritte:

«Qui comincia la via

Da Cagliari a Porto Torres

Decretata e sovvenuta del suo

Da Re Carlo Felice

E qui di Lui sorge

La immagine in bronzo»

La statua in bronzo, alta 4 metri, è famosissima anche perché fu sede dei festeggiamenti dello scudetto del Cagliari Calcio nel 1970. La statua venne vestita con i colori sociali della squadra, il rosso e il blu, e sul braccio teso, che indica la direzione verso Porto Torres, fu posta la bandiera sarda con i quattro mori. Poco più in là, troviamo il più antico ospedale di Cagliari: il San Giovanni di Dio, costruito nel 1844 su opera di Gaetano Cima. Lo scorso maggio erano visitabili anche i sotterranei grazie alla manifestazione “Musei Aperti”. Proseguendo si arriva in un punto strategico, una via caratterizzata da alberi, panchine, baretti e dove si può godere di un panorama mozzafiato. Si domina il centro, il porto e via Roma dall’alto. Che postazione migliore per mangiare un piatto fresco. Alla fine del pranzo ci concediamo un bicchierino di liquore di mirto ghiacciato.

CagliariIl quartiere Castello e i panorami sulla città

Prossima tappa il Bastione di Saint Remy collocato in quartiere castello (nella zona vecchia della città), che prende il nome dal barone francese Filippo di Saint Remy (primo Vicerè Piemontese). Anche questa struttura si deve all’architetto Gaetano Cima. La struttura attuale ha subito modifiche, cambiamenti e ampliamenti a causa dei gravi danni dei bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale. La struttura è maestosa, costruita in calcare, presenta un ampia passeggiata, una grande terrazza ed una vista a 360 gradi.

Sono tanti i punti panoramici della città, fra cui anche la torre dell’Elefante. Tanti gradini in legno da fare per giungere in cima, ma poi lo spettacolo è garantito. Completata all’incirca nel 1300, l’utilizzo era duplice: proteggere la città dagli attacchi nemici dei genovesi; era la porta per entrare a Castello. Di origine pisana, voluta da nobili pisani, per questo ha come simbolo l’elefante (simbolo, appunto, della città di Pisa) raggiunge un’altezza di 30 metri. Ultima tappa prima di lasciare Cagliari è il Santuario Nostra Signora di Bonaria, che sorge sul colle che prende il nome della Santa. Salita una vasta scalinata si nota che accanto al Santuario, si trova una piccola chiesetta con un rosone e una porta centrale. Questa chiesetta era quella originaria, mentre il Santuario fu costruito e voluto dai mercedari (custodi del Santuario), per rendere omaggio e dare importanza alla piccola chiesetta che fu costruita attorno al 1300 dagli Aragonesi. Entrati si rimane stupefatti dalla maestosità, dalla luminosità, dalla luce che entra da diverse finestre. La Basilica ha tre navate, lunga 54 metri, sormontata da un baldacchino con quattro colonne di marmo verde ed illuminata dalla luce che proviene dall’alto. Peculiarità è un organo risalente al 1961. Nella sagrestia si può ammirare la cassa in legno dove era contenuta la statua della Madonna. Ci sarebbero tante altre cose da vedere e visitare, ma il tempo purtroppo è finito e bisogna tornare a casa.

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Innamorato della vita, del mondo, della natura e dei viaggi! Sempre alla scoperta di nuovi posti, paesi, paesaggi e culture! Appena posso scappo in viaggio con zaino in spalla...perchè nella vita non si finisce mai di imparare!

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Tra tutte le grandi città di mare, probabilmente Cagliari è la più sconosciuta, forse anche per la sua posizione lontana, lì al centro del mediterraneo. Non sono mai stato a Cagliari e in Sardegna, come potrei organizzare un viaggio per visitare tutta l’isola senza perdermi nessun aspetto culturale o paesaggistico?

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