3 viaggiatrici, 3 P(a)esi e 3 Misure…

Tra le cose da valutare nel momento in cui si progetta un viaggio c’è sicuramente la scelta della compagnia.

Chi predilige i viaggi di gruppo, chi ama viaggiare da solo, chi con persone che non conosce, chi si sposta esclusivamente in coppia e chi ama i viaggi tra amici. Ho sperimentato tutte queste modalità di viaggio ma finora, i viaggi con le amiche erano sempre stati viaggi “a due” ossia massimo con un altra amica o in gruppi organizzati da me ai quali si univano le mie amiche.

Stavolta, davanti ad uno Spritz in un afoso sabato pomeriggio nuorese tra amiche, evidentemente tutte in preda alla voglia di evadere, ci siamo guardate e quasi all’unisono abbiamo decretato “dobbiamo partire”… E poi loro hanno aggiunto con tono ironico ma deciso: “non di quei viaggi tuoi di lavoro però Agne’, una cosa solo tra amiche”. Ho sorriso, annuito, ok, é ciò di cui ho bisogno anche io, un viaggio da semplice viaggiatrice.

Però pensaci tu alla meta etc” ha aggiunto Chicca e subito Silvia “si, ma fai un posto caldo ed economico”. Bene, le carte sono in tavola, ho gli elementi che mi servono per programmare, conosco le mie compagne di avventura, è fatta, devo solo fare il mio lavoro: costruire un viaggio che ci calzi a pennello.

Saremo in tre amiche a partire

Silvia: viaggiatrice da sempre, in solitaria o con la famiglia, ama i posti caldi e le avventure ma non disdegna le comodità. È una sportiva quindi cerca un posto dove sia possibile anche allenarsi e mangiare bene. Non ama volare quindi una meta non lontanissima. Abbiamo già viaggiato insieme (la nostra amicizia di per sé è un viaggio…) quindi so per certo che ha un buon spirito di adattamento.

Chicca: ormai da qualche anno viaggiamo spesso insieme, a lei piacciono anche i viaggi con persone che non conosce, si adatta molto, è una viaggiatrice curiosa, amante del buon cibo e del buon vino. Non ha particolari esigenze e ama divertirsi, la compagna di viaggio ideale.

Io: cambio come il posto in cui mi trovo, mi adatto alle persone con cui viaggio, ma sono frenetica e mi piace provare qualsiasi cosa che manchi all’elenco delle mie esperienze, come se non mi ricapitasse mai più nella vita, anche la cosa più banale. Forse starmi dietro è un po pesante.

Qualsiasi cosa decideremo di fare, l’amore di tutte e tre verso l’autonomia e la libertà reciproca ci farà godere di questa esperienza. Passano due giorni e loro scalpitanti mi chiedono di concretizzare l’idea, che seppur avuta in orario da aperitivo, è ancora valida anche il lunedì.

Ok ragazze, studiati i nostri profili, il budget e il periodo abbiamo 3 scelte: Tel Aviv ma ha costi alti quindi sarebbe solo per 5 giorni e con scalo; Portogallo ma non faremo mare o Tunisia 1 settimana tra Tunisi e mare

Hanno voglia di mare e relax anche loro, la Tunisia è la scelta oltretutto più economica e nonostante io ci sia già stata diverse volte sono onorata di poterla raccontare anche a loro.

“Ok, Nord Africa sia! ma faremo qualche peripezia tipo 2 giorni a Tunisi, 10 ore di pullman fino a Djerba e al rientro 1 notte a Lione a mangiare lumache e bere vino buono, un’Agnesata insomma”. “Ottimo, passeremo in 3 paesi” è la loro risposta.

Silvia é minuta, tutta nervi e splendidi ricci che si ostina a piastrare, anche il suo bagaglio è concentrato, pronto all’ultimo minuto perchè le prestazioni migliori le ottiene sotto pressione, lei è pronta a partire già da metà pomeriggio nonostante tutti gli impegni. Io ho riempito persino la giornata della partenza con mille cose da fare, corsa, visita ai miei genitori con annesse pulizie, appuntamenti di lavoro in agenzia… Allo stesso modo è la mia valigia, piena. Partiamo alle 21.30 verso Cagliari, ad attenderci Chicca, lei è massiccia, gambe e spalle forti, sguardo deciso, donna pratica come il suo bagaglio. Dormiamo a casa sua e l’alba ci porta a Milano e poi a Tunisi e il nostro viaggio ha inizio…

Che il viaggio abbia inizio!

2 giorni a Tunisi in ostello nel centro della Medina, nonostante le aspettative è pulito e il personale super disponibile. Silvia guardinga come nella vita, fa attenzione a che nessuno ci freghi tra tassisti, mercanti, ristoratori e tutti i miliardi di colori e profumi che ci assalgono, si ferma solo a farsi incantare dalle maioliche. Su queste ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, ma sarà per un’altra volta. Chicca, memore del Marocco e avvocato instancabile, è pronta a trattare sugli acquisti, cerca curiosa tra spezie e profumi qualcosa da portare a casa. Le essenze tipiche della Tunisia sono il gelsomino (jasmine), il patchouli, l’ambra e il muschio bianco. Come sapori il cumino, lo zafferano, l’aglio e sopra di tutti il peperoncino (che lavorato diventa la buonissima harissa). Io che amo questa città ma non ne conosco ancora molte zone, ho lo sguardo che rimbalza da una stretta via all’altra saltando qua e là sui tetti e la testa a programmare la prossima tappa. Finché non incrocio lo sguardo di un omone che senza darci il tempo di capire se siamo d’accordo o meno, ci accompagna nei vicoli della Medina raccontandoci storie e aneddoti fino a portarci su una terrazza panoramica che ci lascia tutte e tre a bocca aperta.

Tunisi dall’alto rende l’idea di come questa città abbia una parte fortemente radicata nel passato, con un vivo Suq e la bianca medina fatta di vicoli strettissimi e bancarelle e carretti, gatti e anonime botteghe e una parte modernissima adornata di palazzoni in vetro, catene di negozi internazionali, giovani studenti frenetici e caffè pullulanti di uomini d’affari. Passiamo in città praticamente 29h nelle quali, grazie all’aiuto del nostro amico Aymen (tipico tunisino: stragentile, disponibile, aperto ad ogni tipo di conversazione, generoso!) possiamo ottimizzare il tempo a disposizione riuscendo a vedere il tramonto a “Sidi abou Said” (la Santorini tunisina), a cenare in un ristorante tipico (illudendoci per un attimo di essere dentro “le mille e una notte”), fare shopping e perderci cercando “Cartagine”…

Tre turiste sul pullman di linea alla volta di Djerba

Lasciamo la nostra prima tappa molto soddisfatte, tutto sommato abbiamo preso solo una fregatura ed è stata da parte dei tassisti in aeroporto. Prendiamo il pullman notturno direzione Djerba, la partenza di questo è prevista per le 21.45, allertate da Aymen ci rechiamo comunque in stazione alle 21.00 e quando vediamo i primi locals salire pensiamo male di loro “esagerati, ecchecavolo è un aereo che dobbiamo salire su 1 ora prima?!

Grosse risate smorzate dall’accensione del motore del pullman alle h 21.15. Il pullman è pieno, se cortesemente anche noi posiamo le bianche chiappe a bordo parte. Perché, ovviamente, che senso ha aspettare oltre?! Ormai siamo rilassate, nessun timore per noi né per il nostro bagaglio, è chiaro a tutti e tre che nonostante i preconcetti, la gente non è interessata a noi, nonostante ci confessino che è la prima volta che vedono delle turiste sul pullman di linea. Ne siamo fiere!

All’alba arriviamo in hotel e nonostante la stanchezza ci fiondiamo in piscina e apriamo le danze alle nostre abitudini: Silvia inizia a nuotare, io mi butto sulla prima attività proposta dagli animatori e coinvolgo anche Chicca… Cosi passano i nostri giorni nell’isola Tunisina che pochi conoscono ma che tanti dovrebbero visitare. Riusciamo a fare sport tra corsa a ritmo di djembe, nuoto ed equitazione (anche in acqua insieme ai dromedari, indimenticabile!), prendiamo il sole, dormiamo, mangiamo bene, e anche male a giorni, ci facciamo coccolare in un hammam (obbligatoriamente traditional con locals e blatte incluse!), prendiamo il the con delle amiche djerbine, deridiamo le danze degli ospiti Cecoslovacchi dell’hotel, fumiamo la shisha dentro un narghilè a forma di anguria e Silvia si incazza perché si sente presa in giro, Chicca se la fuma e io mi chiedo dove ho sbagliato nell’ordine e perché pensano che ai turisti piacciono queste pacchianate.

Tutte e tre ridiamo, leggiamo, compriamo souvenirs, Silvia sta male, Chicca cade, a me viene un poco di malinconia quando dobbiamo ripartire… Tutto regolare. Possiamo passare felici alla terza fase. Ultima notte a Lione

Sulla via del ritorno passando per la Francia

I bagni moderni e stra puliti ci sembrano un sogno ma ci manca la doccetta accanto al water, l’ostello ha le gabbiette in legno al posto dei letti e alla madre di Silvia ricordano “la vita è bella” di Benigni, io non vedo l’ora di uscire, Chicca vuole provare le escargot, Silvia ci aspetterà in camera.
C’è Macron in città per cui tutto è blindato a Lione ma non ci diamo per vinte e neanche abbiamo paura. A Tunisi abbiamo percorso boulevard Bourghiba durante le manifestazioni pre-elezioni e qui possiamo sederci al pub dedicato a “Charlie Hebdo” quando Macron è in città!

Vola l’ultima sera ed è già alba: io sono in giro a vedere qualcosa che ieri sera non sono riuscita a vedere, Chicca cerca una boulangerie, Silvia ci raggiunge.

Dopo una settimana in cui siamo passate dalla caotica Tunisi per la tranquilla Djerba arrivando alla vasta Lione siamo pronte a rientrare a casa, con la testa colma di valutazioni inaspettate, gli occhi più brillanti, il naso (io e Chicca tappato) ma ricco di nuovi profumi e il cuore ancora più grande.

Abbiamo rodato il trio per nuovi viaggerecci obiettivi… Al prossimo Spritz. Salute!

Consigli pratici di un viaggio tra Tunisia e Lione:

  • in Tunisia prendere solo taxi con tassametro funzionante.
  • raggiungere Cartagine con una guida
  • se si vuole uscire di sera prediligere “Houmt Souk” come meta per il soggiorno a Djerba
  • ordinare narghilè tradizionali
  • a Lione uscire per cena entro le 21.30

Dove dormire a Tunisi
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Agnese Viaggi

Agente di viaggio di professione, preferisco definirmi "commerciante di sogni" ... Amo il mio lavoro e i miei viaggi iniziano dall' idea che mi faccio di loro... sono sportiva e amante delle sfide. La vita la vedo come una continua scoperta

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Giusi Carai
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Giusi Carai

Ciao Agnese, che piacere leggere di questo bellissimo viaggio tra amiche! Mi hai fatto venire voglia di un'”Agnesata”! Tunisi quindi è una città sicura per le donne?

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